20 gennaio 2016

I nostri consigli

Il romanzo è la saga dei Soleyman, una famiglia di ricchi ebrei di Teheran costretta a emigrare in America dopo la rivoluzione khomeinista. È soprattutto la storia dell'incredibile persecuzione di questa famiglia da parte di una donna, la "Strega nera", decisa a far riconoscere il proprio figlio bastardo come erede del ricco patrimonio dei Soleyman: una lotta feroce tra la donna e suo figlio da una parte e il resto dei Soleyman dall'altra, una battaglia che s'incrocerà con gli scontri della rivoluzione khomeinista e le persecuzioni dei Guardiani della Rivoluzione, e proseguirà fino in America.
Gina B. Nahai, La Strega nera di Teheran, E/O 2016



La storia di Orion, un ragazzo che ha perso il padre durante la guerra dei Sei Giorni e che viene cresciuto da due donne nel quartiere di Old Katamon, è un viaggio di straordinaria intensità tra i suoni, i colori, i profumi e le ferite di Gerusalemme che dall'Olocausto giunge ai giorni nostri. Come nella danza dello scorpione, questo romanzo si riavvolge in continui movimenti tra passato e presente, e ci accompagna attraverso la lotta per la sopravvivenza dei tre protagonisti, sempre in bilico tra il desiderio di ricordare e la necessità di dimenticare.
Shifra Horn, Scorpion dance, Fazi 2016



Yuriko è una ragazza caparbia, vitalissima, che vive con la sua famiglia, d'origine contadina, sull'isola di Etajima, vicino all'Accademia navale. Yoshi appartiene invece a una stirpe di samurai, è uno dei migliori allievi dell'Accademia, ma si è iscritto solo per volere dei genitori - la sua vera passione è la poesia. In tempo di pace, il matrimonio tra i due sarebbe stato impensabile, ma di fronte alla possibilità che Yoshi venga mobilitato da un momento all'altro, anche i suoi impettiti genitori acconsentono alle nozze. L'amore di Yuriko e Yoshi rischia però di essere un'altra vittima della bomba atomica. Yuriko, non avendo da un po' notizie del marito, imbarcato su una nave della flotta giapponese, la mattina del 6 agosto 1945 prende il traghetto per Hiroshima, per andare a chiedere informazioni alle Poste centrali...
Antonietta Pastore, Mia amata Yuriko, Einaudi 2016

Da un'isola caraibica di smaltata bellezza si può anche fuggire - e in un'isola simile si può anche morire. L'agonia di un fratello malato di AIDS è di per sé un'esperienza atroce, ma per chi questo fratello non lo vede da vent'anni, per chi questo fratello non l'ha mai amato, la disgrazia può diventare un gorgo di estraneità, di colpe, di ricordi pieni di rancore. È quel che accade a Jamaica Kincaid: l'enigma di un uomo che muore scatena in lei, più che dolore, l'implacabile rovello di chi si è lasciato alle spalle una vita di miseria, abbandono e ostilità, marchiata per sempre da un inesorabile senso di sconfitta; una vita intessuta di rapporti familiari aspri e crudeli, dominati da una madre che col suo amore minaccioso ha legato a sé i figli i una relazione di torva dipendenza...
Jamaica Kincaid, Mio fratello, Adelphi 1999

Nessun commento:

Posta un commento