3 gennaio 2017

I nostri consigli

Nel 1967, nel cuore di Bhabanipur, a Calcutta, fa bella mostra di sé una grande casa a quattro piani, con un prezioso giardino sul retro. È la casa dei Ghosh, gente scaltra e abile che viene da Calcutta nord e possiede aziende e, a detta di tutti, eccellenti entrature nelle alte sfere del Partito del Congresso. Al piano superiore vivono Baba e Ma e la famiglia di Adinath, l'erede designato del grosso della ricchezza dei Ghosh, il primogenito che segue docilmente il sentiero tracciato per lui dal padre. Al piano immediatamente inferiore bholanath, il più giovane dei Ghosh che dirige la Charu Books, un'azienda i cui guadagni se ne vanno quasi tutti per sostenere l'istruzione della figlia in una costosa scuola in lingua inglese, più sotto abita il secondogenito Priyo, e più sotto ancora Purba, la giovane vedova dell'ultimogenito. (...) Prima di ogni pasto, la famiglia riunita attende, com'è costume della gente di Calcutta nord, che il primogenito deflori l'intonso monticello di riso cotto con un grosso cucchiaio. In casa Ghosh è, insomma, concesso a tutti il lusso di recitare la Grande Famiglia Felice. Quando cala il palcoscenico sulla recita, la realtà però svela il suo vero volto.
Neel Mukherjee, La vita degli altri, Neri Pozza 2016

Sulle montagne attorno a Bolzano qualcuno spinge una bimba da una scarpata. Dieci anni dopo, sulla costa tirrenica si scopre il corpo di un bambino annegato. Nel frattempo, un ragazzo velleitario e disadattato, con l'ossessione per gli extraterrestri e il sogno di compilare un dizionario che vada oltre il linguaggio, ciondola con i genitori in uno stabilimento balneare di lusso. Si invaghisce di un'adolescente, sfida marmocchi a ping-pong, fantastica sul futuro successo della sua opera. Durante una festa dai ricchi zii, le sue fissazioni si inaspriranno fino a spingerlo a fuggire con tre amici verso la costa opposta. Tra sogni di grandi imprese erotiche, centri di salute mentale contatti alieni e appartamenti di prostitute, dovrà infine scontrarsi col più orribile dei propri segreti.
Luca Bernardi, Medusa, Tunué 2016

Vermont, 31 dicembre 1987. Teddy, sedici anni, punk e tossico, va alla ricerca di soldi per sballarsi col suo migliore amico Jude, con cui condivide la passione per lo skateboard, il fumo e la musica hardcore. Morirà di overdose, all'aperto, congelato, non prima di aver avuto un incontro con Eliza, la sorellastra di Jude, che resta incinta. Per provare a scuoterlo dal torpore che lo ha invaso dopo la morte di Teddy, la madre adottiva spedisce Jude a New York dal padre naturale. Insieme a Johnny, il fratello di Teddy, anche lui punk, il ragazzo cercherà di aiutare Eliza, finché la situazione non sfuggirà al loro controllo mettendoli uno contro l'altro.
Eleanor Henderson, Diecimila santi, Bompiani 2016


"Ho fatto un sogno" dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l'ideale di un'estatica dissoluzione nell'indifferenza vegetale. 
Han Kang, La vegetariana, Adelphi 2016


Nessun commento:

Posta un commento