15 settembre 2016

I nostri consigli

Questo romanzo struggente racconta la storia di Pauline Dubuisson, condannata in Francia nel 1953, a 26 anni, per l'omicidio del giovane fidanzato. Pauline non ha mai avuto una vita facile: due genitori distanti, un grave lutto, un'esperienza traumatica durante la guerra. Proprio quando Pauline ha trovato l'amore e sembra aver superato gli orrori del passato, una rivelazione la spinge a uccidere l'uomo che pensava di amare. La sua colpevolezza di fronte alla giustizia non sembra dipendere solo dai fatti, ma da un atteggiamento orgoglioso e indipendente che questa giustizia borghese e limitata non riesce a spiegarsi. Nove anni dopo Pauline riceverà la grazia, ma lascerà la Francia per sempre, disperata per l'uscita di un film di successo che la dipinge come un mostro. A quel punto è una donna che cerca disperatamente l'occasione di rifarsi una vita in Marocco, ma i fantasmi del passato torneranno a visitarla.
Jean-Luc Seigle, Vi scrivo dal buio, Edizioni E/O 2016

La vendemmia era stata abbondante, il vino si prevedeva eccellente. C'era di che rallegrarsi nella provincia francese del Beaujolais in quell'ottobre assolato del 1923. Chi avrebbe mai potuto dire che i fatti che seguirono sarebbero stati riportati dalla stampa dell'epoca come "Gli scandali di Clochemerle"? La verità è che se non ci fossero stati a Clochemerle un sindaco baffuto e progressista, un curato rubizzo e indulgente, un maestro di scuola dall'alito pestilenziale e un'allampanata zitella inacidita di nome Giustina Putet, senza dubbio non ci sarebbero stati in quella graziosa località né sacrilegio né sganassoni, o quantomeno non in misura superiore all'abitudine. Cosa stanno escogitando il sindaco Piéchut e il maestro Tafardel di così sconvolgente per il piccolo paese? Riuscirà la signorina Putet a difendere il buon nome e il pudore delle Figlie di Maria? E il curato Ponosse saprà convertire alla ragione quella massa di rissosi vignaioli che compongono il suo gregge?
Gabriel Chevallier, L'annata memorabile del Beaujolais, Edizioni E/O 2016

"Chicago magari non sarà d'accordo. New York no di certo. Altre potrebbero aggiungersi. Per esempio Boston o Philly. E altre ancora potrebbero risentirsi. Ognuna di queste città ha un magnifico corpo di polizia. Molti vantano una storia eccezionale, lunga e gloriosa. Tutti hanno una base comune. Ma nessuno di loro è il Los Angeles Police Department e nessuno presenta un passato altrettanto stratificato, Di conseguenza nessuno ha accumulato una storia in grado di giustificare un libro di questa portata, che non è semplicemente una serie di foto scattate sulla scena del delitto. Quelle le ha qualsiasi dipartimento di polizia. La narrazione presentata in queste pagine, e il suo autore, sono altrettanto essenziali per quest'opera. Ecco la differenza." (Dalla Premessa)
James Ellroy, Un anno al vetriolo, Contrasto 2016

Sotto Tiberio è un'emozionante storia di crimini e inganni che racconta di un uomo chiamato Gesù Cristo. Nei recessi della biblioteca Vaticana viene ritrovato un codice antichissimo, scritto in un latino elegante; narra di un tristissimus hominum, il più tetro fra gli uomini - l'imperatore Tiberio - e di Jesus, detto Gesù. L'autore che l'ha scritto, nel primo secolo, è Gaio Fulvio Falconio, mandato in esilio da Tiberio nella misera terra di Cearea. Eppure in quella terra Galconio percepisce subito un'aspettativa diffusa nell'aria, la promessa di una salvezza finale, sancita dal Libro sacro dei Giudei, dopo "un'eternità passata nell'attesa, nel lamento e nel pianto". Tutta una bugia, pensa l'aristocratico romano, ma che potrebbe essere raccolta e rilanciata: con parole nuove, come proprio lui aveva già fatto a Roma con l'imperatore, dando preziosi consigli, scrivendo discorsi costruiti con maestose parole, creando l'illusione di un nuovo dio...
Nick Tosches, Sotto Tiberio, Mondadori 2016

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