7 ottobre 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Da quando nel 1916 Einstein predisse l'esistenza delle onde gravitazionali la scienza si è preoccupata di indagare se tali vibrazioni possano essere registrate. Perché, in questo caso, potremmo osservare il nostro universo attraverso il suono: il "sibilo" del Big Bang, il "canto" - simile a quello delle balene - delle supernovae che esplodono, le "vibrazioni" prodotte dalla collisione di due buchi neri. Il 14 settembre 2015 la previsione di Einstein ha ricevuto una clamorosa conferma: per la prima volta due interferometri del progetto statunitense LIGO hanno rivelato gli effetti di una potentissima collisione di due buchi neri avvenuta 1,3 miliardi di anni fa, e che è stata percepita sulla Terra come un lieve "tremore". Ma forte abbastanza da provocare un vero e proprio terremoto nel campo della fisica.
Janna Levin, Il blues dei buchi neri, Mondadori 2016

La gioventù come categoria (sociale, politica, commerciale, culturale) nasce a Londra tra il 1956 e il 1967. Nel giro di quei dieci anni maledetti e liberi la capitale inglese diventa una sorta di "laboratorio dei giovani moderni", dove nascono, confluiscono e si acutizzano le principali tendenze controculturali. Esplodono fenomeni musicali che innovano il modo di vivere (lo skiffle, il rock'n'roll, il beat, il pop). La moda diventa un fattore di identificazione. L'amore si libera e si fa percorso di ricerca esistenziale. Si sperimentano droghe e si ascoltano i poeti beatniks. Si manifesta per le strade contro le armi atomiche e per la pace in Vietnam. Mentre in molti paesi europei si prepara un '68 tutto politico, a Londra si vive un lungo risveglio controculturale. Così, fra il 1956 e il 1967, la città cambia aspetto e sostanza: dalla morale ipocrita post-vittoriana si passa alla modernità, interpretata dalla gioventù in un modo del tutto nuovo.
Ruggero D'Alessandro, Gioventù ribelle a Londra, Derive Approdi 2016

Il cotone è stato il primo prodotto attraverso il quale è stata avviata la costituzione di un'economia globalizzata e il mondo ha assunto, pur tra metamorfosi e trasformazioni ancora in corso, la forma che ancora oggi possiede. Ben prima dell'avvento della produzione con le macchine nel 1780, imprenditori europei e potenti uomini politici ridisegnarono l'industria manifatturiera mondiale, la cui espansione imperialista poggiava sullo sfruttamento inumano degli schiavi nelle piantagioni e degli operai nelle fabbriche. (...) In realtà, attraverso il prisma del cotone, è del capitalismo industriale che Sven Beckert vuole tracciare la storia globale, nelle sue dimensioni e componenti fondamentali, non solo economiche e tecnologiche, ma anche sociali, giuridiche, politiche.
Sven Beckert, L'impero del cotone, Einaudi 2016

Venti tesi sull'essenza del mito, sulla civiltà degli antichi e sulla lontananza del divino: in pagine serrate e profetiche, Walter F. Otto, uno dei maggiori pensatori tedeschi e storico delle religioni, ripercorre lo sviluppo spirituale dell'Occidente sul filo di parole chiave come legge, archetipo e mito, intese quali stazioni ermeneutiche fondamentali per comprendere il mondo antico e i suoi aspetti più problematici.
Walter F. Otto, Il volto degli dèi, Fazi 2016

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